Endesa,
la multinazionale spagnola dell’elettricità, ha annunciato che intende
iniziare ad inondare l’invaso della diga di Ralco (Cile) in maggio e che a
fine mese saranno definiti gli ultimi dettagli per il trasferimento delle
famiglie mapuche (dal quotidiano La
Tercera del 15 marzo 2004). Ma le 4 famiglie mapuche rimaste hanno fatto
pervenire a un giornalista di Santa Barbara una dichiarazione pubblica in cui
affermano che hanno deciso di non trasferirsi e di non apporre l’ultima
firma che manca all’accordo dello scorso ottobre tra i mapuche da un parte e
il governo cileno e l’Endesa dall’altra.
All’accordo
si giunse dopo oltre un anno di trattative. Esso prevede 6 punti: oltre le
compensazioni economiche alle famiglie, la creazione di un nuovo municipio
nella zona dell’Alto Biobío, l’avanzamento nel recupero delle terre, la
ristrutturazione dell’amministrazione dell’Area de Desarrollo (area dello
sviluppo), il monitoraggio ambientale della diga e l’appoggio alla
liberazione di Victor Ancalaf, detenuto presso il carcere di Concepción e
condannato in primo grado per associazione terrorista per la sua presunta
responsabilità negli incendi di camion dell’Endesa.
NON
POTRANNO INONDARE FINO A CHE NON RISPETTERANNO I PATTI!
ENDESA
ha dichiarato a mezzo stampa che nel mese di maggio intende inondare le nostre
terre al fine di dare avvio alla centrale di Ralco. Noi diciamo chiaramente
all’impresa, al governo ed al paese che solo quando rispetteranno i patti,
solo allora potranno inondare.
Il nostro accordo, raggiunto dopo oltre un anno di trattative, consisteva in vari punti, tra i quali:
-
la promessa che ci avrebbero fornito case e terreni adeguati per tutte le
famiglie, cosa che non si è verificata. Mancano ancora 16 case da costruire,
mancano le strade e la fornitura di acqua.
-
la promessa di realizzare un nuovo municipio nell’Alto Biobío. Il progetto
è stato approvato dalla commissione del ministero degli interni, ma ci sono
settori della destra che potrebbero ostacolarlo. Esigiamo che si approvi prima
delle prossime elezioni
-
la promessa di un impegno per la liberazione del lamnién (fratello) Victor
Ancalaf, detenuto nel carcere di Concepción. Il lamnién non solo continua a
stare in galera, ma il governatore ha richiesto che gli venga aumentata la
condanna.
- la promessa di una nostra partecipazione alla direzione dell’Area de Desarrollo e dello sviluppo turistico della zona. Niente di tutto ciò è stato mantenuto.
Considerata la mancanza del rispetto dei patti noi diciamo che si dimentichino di poter inondare le nostre terre.
Che
ci rispettino almeno una volta!
Che
mantengano la parola data!
Contrariamente
a quanto affermato dalla stampa, noi non abbiamo ancora apposto l’ultima
firma, non lo faremo né ce ne andremo fino a che non vengano rispettati i
patti.
Abbiamo
negoziato, ma non ci siamo arresi!*
Mapu
Domuche Newen
(Mujeres
con Fuerza de la Tierra/donne con la forza della Terra)
Ralco
Lepoy, 20 marzo 2004
*
La decisione presa dai mapuche di Ralco di trattare con l’Endesa la permuta
delle proprie terre con altre fornite dalla multinazionale ha creato un
profonda spaccatura all’interno del movimento che li aveva appoggiati. Nelle
prossime settimane si capirà meglio se le famiglie di Ralco saranno
conseguenti con quanto hanno dichiarato. Vero è che difficilmente sarà
rilasciato Victor Ancalaf condannato in primo grado a 10 anni di carcere per
una presunta responsabilità morale riguardo il sabotaggio di camion dell’Endesa.
Fuori le multinazionali dal territorio mapuche!
Campagna
Contro Benetton